L’ortopedia pediatrica: un punto di riferimento.

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Basta guardare all’etimologia del termine per scoprire che deriva dal greco antico orthòs, diritto e pàis, bambino, quindi  la sua origine è proprio pediatrica. Il compito dell’ortopedico pediatrico è quello di monitorare costantemente la crescita del bambino ed intervenire qualora si rilevino disturbi o anomalie. Un compito certo non semplice anche dato il tipo di paziente, ovvero un bambino che non sa e non riesce certo ad esprimere a parole i propri disagi o malesseri, dunque occorre saper “interpretare” la sua condizione attraverso altri canali e mezzi espressivi che aiutino a determinare la diagnosi ed i relativi rimedi.
Resta fermo che sia il Pediatra di base a seguire il bambino e che, in base a visite e riscontri, valuti se sottoporre all’attenzione dello specialista il bambino. È consigliabile in ogni caso consultare un ortopedico pediatrico indicativamente ogni 1-2 anni, in base all’età.[/fusion_text][/one_full][/fullwidth]

La scarpina giusta al momento giusto

Oltre al come debba essere la calzatura ideale per un periodo così cruciale, è anche importante sapere quando  farla indossare al bambino. Perché prima che il bambino inizi ad accennare i primi passi è consigliabile lasciare quanto più possibile i piedini liberi di muoversi e crescere in libertà. I tempi hanno la loro importanza: se si costringe un piede in scarpine non adeguate, magari eccessivamente rigide, si rischia di bloccarne la sensibilità, o di impedire i movimenti della caviglia o delle dita. Inoltre il bambino con le gambe sempre in movimento potrebbe farsi male a causa della punta o del tacco.
Quindi, con la conquista della posizione eretta e con la prima deambulazione è giusto sostenerlo con scarpine adatte. Come devono essere?
Materiali: naturali, atossici, morbidi; non si esclude il tessuto, ma la scelta preferibile è sempre il cuoio, per la sua flessibilità e capacità di traspirazione grazie alla porosità;
La suola: massima ampiezza, morbidezza e flessibilità, con tassello antiscivolo inserito a garanzia di un ottimo grip sul terreno.
La punta: adeguatamente ampia e comoda da permettere alle dita di muoversi in naturalezza,
(1/1 cm e mezzo più lunga del piede).
Il contrafforte posteriore bilaterale: da un lato solido, per sostenere il bambino nel mantenere la posizione eretta, ma dall’altro deve sempre agevolare il naturale mobilità della caviglia.
Il tacco: largo e squadrato, con un’altezza di circa 1/10 della lunghezza totale della suola.

È bene inoltre controllare con una certa frequenza la lunghezza della scarpina, perché i piedi inizialmente crescono rapidamente (circa 4 mm al mese) ma non sempre regolarmente.  Oltre a scegliere una scarpa di 1 cm/1 cm e mezzo più lunga rispetto al piede, come indicato sopra, si consiglia anche di misurare sempre entrambi i piedi perché potrebbero rivelare una differenza di misura.

Da evitare: l’utilizzo delle stesse scarpine e il relativo passaggio il passaggio fra fratelli/sorelle ed evitare anche “l’abuso” di calzature ti tipo correttivo, il cui uso va valutato e prescritto solo da uno specialista ortopedico del bambino.

Dal piede nudo alla prima scarpina

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Non essendo ancora totalmente completata l’ossificazione nei primi mesi di vita, il piedino è ancora vulnerabile.  quindi può patire anche le più lievi costrizioni, ad esempio a causa della  posizione durante il sonno. Pensiamo al piedino come un organo complesso ed uno strumento “sensoriale” (addirittura al momento della nascita la sua sensibilità risulterebbe superiore a quella della mano), che aiuta il bambino nelle sue prime esplorazioni, a sperimentare superfici, oggetti, l’ambiente circostante e gli trasmette sensazioni e stimoli di vario tipo tramite il contatto: sensazioni di piacere o dolore, freddo o  caldo, ruvido o liscio ecc.
Ecco perché è importante rispettare la fase dei piedini nudi e liberi, per poi proteggerli con le scarpine dal freddo o dagli impatti.[/fusion_text][/one_full][/fullwidth]